Il boschetto del cugnolo

Rappresenta uno dei pochi lembi residui di vegetazione mediterranea del litorale marchigiano" .
Il sentiero del bosco del Cugnolo è facilmente individuabile per la presenza di alcuni paletti di legno conficcati nel terreno. Il sentiero, ampio e ben curato, dotato di parapetti e staccionate in legno, scende nel Fosso di S. Filippo ed entra nel boschetto dominato da matricine ben cresciute e da querce secolari, offrendo scorci suggestivi su Torre di Palme e la rupe pliocenica su cui poggia sulla sponda opposta del fosso. Dopo alcuni minuti di cammino si arriva a scorgere il mare, come da un ombroso e fresco
balcone
Inoltre la locale vicenda della "grotta degli amanti" tra storia e leggenda, contribuisce a rendere più suggestiva questa bella passeggiata, che è stata recentemente recuperata all'oblio grazie all'iniziativa del Comune di Fermo che, in collaborazione con la locale sezione del C.A.I., ha fatto ripulire ed attrezzare il sentiero, rendendolo nuovamente fruibile.
             Rappresenta uno dei pochi lembi residui di vegetazione mediterranea del litorale marchigiano" .
Il sentiero del bosco del Cugnolo è facilmente individuabile per la presenza di alcuni paletti di legno conficcati nel terreno. Il sentiero, ampio e ben curato, dotato di parapetti e staccionate in legno, scende nel Fosso di S. Filippo ed entra nel boschetto dominato da matricine ben cresciute e da querce secolari, offrendo scorci suggestivi su Torre di Palme e la rupe pliocenica su cui poggia sulla sponda opposta del fosso. Dopo alcuni minuti di cammino si arriva a scorgere il mare, come da un ombroso e fresco
balcone
Inoltre la locale vicenda della "grotta degli amanti" tra storia e leggenda, contribuisce a rendere più suggestiva questa bella passeggiata, che è stata recentemente recuperata all'oblio grazie all'iniziativa del Comune di Fermo che, in collaborazione con la locale sezione del C.A.I., ha fatto ripulire ed attrezzare il sentiero, rendendolo nuovamente fruibile.

                

                          Sentiero lungo il fosso S. Filippo

 

                                   Grotta degli amanti

LA  GROTTA DEGLI AMANTI: STORIA E LEGGENDA

 

DURANTE LE GUERRE COLONIALI  PER LA CONQUISTA DELLA LIBIA, UN GIOVANE DI NOME ANTONIO EBBE UNA LICENZA DI POCHI GIORNI PER TORNARE A CASA DALLA SUA FAMIGLIA E DALLA PROMESSA SPOSA LAURINA; EGLI ERA UN RAGAZZO DI PAESE E LA FANCIULLA FIGLIA DI CONTADINI DELLA CAMPAGNA PALMENSE. TRASCORSI I GIORNI DI LICENZA CONCESSI AL GIOVANE MILITARE IN SERVIZIO PER LA PATRIA, I DUE NON EBBERO IL CUORE DI LASCIARSI E DECISERO DI NASCONDERSI NELLA GROTTA DI ARENARIA SCAVATA NELLE PARETI TUFACEE DEL BOSCHETTO DEL CUGNOLO, NUTRENDOSI DI PANE E SARDE PROCURATI LORO DA AMICI PESCATORI. QUANDO POI SI DIFFUSE LA VOCE CHE LE AUTORITA’ STAVANO CERCANDO ANTONIO PERCHE’ DISERTORE, I GIOVANI AMANTI SI RIFUGIARONO NELLA CHIESINA SILVESTRE DI SAN FILIPPO NERI E DOPO QUALCHE GIORNO, PRESI DAL RIMORSO E DALLO SPAVENTO, SI GETTARONO NEL FOSSO DI SAN FILIPPO, STRAPIOMBO DI 70 m, LEGANDOSI ALLA VITA CON LO SCIALLE DI LAURINA E AL POLSO CON LA CINTA DI ANTONIO; LAURINA CADENDO MORI’ SUL COLPO, ANTONIO, AVENDO RIPORTATO GRAVI LESIONI ALLA COLONNA VERTEBRALE, RIMASE PARALIZZATO PER CIRCA TRE MESI E MORI’ MUNITO DEI CONFORTI RELIGIOSI, NEGATI INVECE ALLA GIOVANE FANCIULLA MORTA SUICIDA ALL’ISTANTE. SUL CADAVERE DELLA RAGAZZA FU FATTO L’ESAME AUTOPTICO E, OLTRE A COSTATARE LE CAUSE DEL DECESSO, FU VERIFICATO ANCHE CHE LA GIOVANE, NONOSTANTE IL TEMPO TRASCORSO DA SOLA CON IL FIDANZATO, ERA ANCORA ILLIBATA. QUESTA VICENDA DALLA TRAGICA FINE DA NOME ALLA GROTTA DETTA DA ALLORA “GROTTA DEGLI AMANTI”