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MADONNA DEL S. ROSARIO La statua della Madonna del Rosario è un’immagine settecentesca, realizzata in cartapesta, ed inserita in un trono ligneo sicuramente precedente; la Venerabile Confraternita della Madonna del S. Rosario esiste infatti in loco almeno dalla metà del Seicento secondo i documenti conservati in archivio e dunque testimoniano che con molta probabilità dovesse esserci una precedente immagine della Madonna del Rosario: è possibile infatti che il trono ligneo originario sia stato conservato e sia stata rifatta solo l’immagine in cartapesta, probabilmente consunta dagli anni. Le vesti indossate dalla Vergine sono in seta cruda e ricamate con fili d’oro zecchino, così come quelle del Bambino; le corone di gusto settecentesco del Fanciullo Redentore e della Santa Madre sono in argento dorato.
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OLIO SU TAVOLA DI VINCENZO PAGANI L’opera risale alla seconda metà del XVI secolo ed è realizzata con tecnica ad olio; l’autore, Vincenzo Pagani, nacque a Monterubbiano nel 1490 circa e morì nel 1568. Sono rappresentati la Madonna col Bambino, S. Sebastiano, martirizzato sotto Diocleziano, S. Cristoforo, S. Rocco, protettore da invocare in caso di peste e S. Nicola da Bari; quest’ultimo è protettore delle giovani non sposate e la festa cade il 6 dicembre, a ridosso di Natale. In tale occasione era tradizione offrire la dote alle fanciulle povere in età da marito perché potessero sposarsi anch’esse e quest’usanza si trasformò nella consuetudine natalizia di fare doni; il S. Nicolaus delle regioni latine e greche divenne nel nord Europa Santa Claus (attraverso una contrazione), tanto che ancora oggi l’immagine di Babbo Natale rispecchia l’iconografia di S. Nicola, col piviale rosso, la barba bianca e il sacchetto delle doti o dei donativi. L’opera fu realizzata per la chiesa dei SS. Rocco e Sebastiano, oggi Oratorio, costruita contemporaneamente alla chiesa di S. Maria a mare e restaurata nel 1523, come si ricava da un’iscrizione presente sull’architrave dell’ingresso. |
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RELIQUIARIO DELLA SACRA SPINA Il reliquiario della Sacra Spina è inserito nella stessa edicola della Santa Croce ma presenta caratteri diversi: sebbene anch’esso sia una stauroteca in realtà possiede forme nettamente dissimili; la teca-reliquiario è in argento e cristalli di rocca ed è verosimilmente riferibile al XIV-XV secolo mentre il piedistallo in ottone tornito è sicuramente successivo e databile ai primi decenni del XVII secolo. La Sacra Spina è inserita nella stauroteca vitrea ed è quindi visibile contrariamente alla Santa Croce che è inserita in una teca inclusa nella parte posteriore del reliquiario.
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RELIQUIARIO DELLA SANTA CROCE Il reliquiario della Santa Croce appartiene con buona approssimazione ai secoli XII-XIII ed è conservato nella chiesa di S. Agostino sin dalla sua realizzazione, tanto che il tempio originario aveva titolo S. Croce. Esso ha l’anima in legno ed è rivestito d’argento lavorato a sbalzo: nella parte anteriore è rappresentato il Cristo crocifisso ma con una iconografia di risurrezione tanto che al posto della corona di spine ha corona regale, al posto del chiodo ai piedi ha un soffice cuscino, sull’asse trasversale della croce sono rappresentati la Vergine e S. Giovanni, e sopra il capo e sotto i piedi sono presenti i due angeli trovati al sepolcro il mattino della risurrezione. Nella parte posteriore è invece una croce gemmata, lungo le assi sono disposti cristalli di rocca duecenteschi bombati e colorati, sotto i quali vi è la teca che contiene la sacra reliquia; il piedistallo è invece posteriore e può essere riferito al secolo XV, quando cessò l’uso liturgico di portarlo processionalmente come croce astile e fu dunque ridotto a semplice oggetto di devozione. |
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Arco della monofora di destra del lato sud della Chiesa di S. Agostino con immagine di S. Giovanni Battista rappresentato con la chiesa suddetta in mano ed indicante con l’altra mano la Chiesa del X sec. Sita in Piazza Risorgimento ed edificata in suo onore. |
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Tabernacolo della Chiesa di S. Agostino con il primo stemma del paese di Torre di Palme ed iscrizione recante il nome dell’artista autore dei bassorilievi tale “Dominicus de Sancto Elopidio” |
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Reliquiario del Tempio di S. Agostino commissionato da un pellegrino veneziano, Antonio Grana, con iscrizione dedicataria: “Antonius Grana Venetus graviter aegrotus Diva Maria de Laureto et hoc ligno crucis apparente liuberatus istud sacrarium deo dicavit” |
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Chiesa di S.Agostino |